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LATITUDINI 2012 - 1 rassegna di cinema dell’altro mondo


LATITUDINI 2012 - 1 rassegna di cinema dell’altro mondo
 
A partire dalla metà di febbraio tornano gli appuntamenti del lunedì. Con una significativa novità rispetto alle edizioni degli anni scorsi : i lunedicinema diventano quattro, aumentano e si trasformano cercando di strutturarsi in una proposta culturale ben definita, capace di coniugare cinema di qualità e accessibilità a un pubblico popolare.
L’ambizione è quella di iniziare un percorso che possa avere una continuità nei prossimi anni, avviare un progetto in grado di crescere nel tempo condividendo i suoi passi con il pubblico.
 
Nasce con questa premessa LATITUDINI 2012 - 1 rassegna di cinema dell’altro mondo. 
L’obiettivo della mini-rassegna, 4 film in tutto con cadenza quindicinale, è quello di proporre ai nostri soci pellicole di altri paesi o di altre culture di riconosciuta bellezza e qualità, spesso poco conosciute al grande pubblico, a volte  perché estranee ai circuiti della grande distribuzione, altre volte perché erroneamente ritenute incompatibili con un pubblico numeroso. Nei fatti non è così. Nella scorsa rassegna del cineforum tra i film più apprezzati e votati dai soci ci sono state alcune inaspettate sorprese come il giapponese Departures di Yojiro Takita o Il segreto dei suoi occhi dell’argentino Juan José Campanella. Altri film più facili e “commerciali”, come l’hollywoodiano Mangia prega ama con Julia Roberts, invece, non sono stati molto graditi dagli spettatori del cineforum.
E’ la dimostrazione che molto spesso i gusti del pubblico sono molto meno omologati di quanto si pensi e che per apprezzare un buon film d’essai non è necessario essere un cinefilo da Corazzata Potemkin o un critico cinematografico.  
Con Latitudini 2012 proponiamo 4 film recenti di indubbia qualità, stimolanti sia per il valore cinematografico che per le storie che raccontano. Pellicole in grado di arricchire lo spettatore, di metterlo nelle condizioni di confrontarsi con la diversità, con problematiche e culture apparentemente estranee o lontane, e invece, in un mondo globalizzato, inevitabilmente prossime alla nostra vita quotidiana . Capire e relazionarsi con ciò che consideriamo lontano o “diverso”, al di là degli stereotipi e delle semplificazioni dell’informazione televisiva è sempre più importante, talvolta necessario. Il buon cinema ci è senz’altro d’aiuto.   
La rassegna inizia il 13 febbraio con BIUTIFUL del messicano Alejandro Gonzales Inarritu. In una caotica Barcellona di periferia, squallida e corrotta, lontanissima dalla stupenda città turistica, il protagonista Uxbal   (un immenso Javier Bardem, giustamente miglior attore a Cannes), un delinquente miserabile e malato terminale, compie il suo ultimo straziante “viaggio” alla ricerca della redenzione e della riconciliazione con gli amati figli. Un film tanto duro quanto stupendo, che non si dimentica, straripante e devastante da stordire.
CIRKUS COLUMBIA, in programma il 27 febbraio è il secondo film della rassegna. Il regista bosniaco Danis Tanovic, di cui molti ricorderanno No man's land, torna alla guerra in Yugoslavia, anzi, alle radici del conflitto balcanico. Con la graffiante ironia e la malinconia del suo stile tragicomico Tanovic racconta mirabilmente le vicende di un villaggio bosniaco e dei suoi strampalati protagonisti che nel 1991 si ritrovano in una assurda guerra senza nemmeno rendersene conto. 
Crudo, spietato e doloroso non meno di Biutiful è anche LA DONNA CHE CANTA del canadese Denis Villeneuve programmato il 12 marzo. E’ la drammatica storia di una donna libanese, storia che i figli cercano di ricostruire dopo la sua morte ripercorrendone le tappe tra Canada e Libano. Scopriranno prima l’orrore della guerra civile, poi segreti inconfessabili, fino allo sconvolgente finale. Un film di rara bellezza, intenso e avvincente come pochi.  
Chiude la rassegna LA ZONA del regista messicano Rodrigo Pià, un autentico gioiello. Coinvolgente ed educativo più di qualsiasi discorso sulla discriminazione sociale. Un quartiere benestante di Città del Messico per proteggersi dalla delinquenza comune si isola dal resto della città, circondando il lusso in cui vivono i pochi privilegiati con alte mura e filo spinato. Ma una società chiusa costruita sulla paura non genera uomini migliori, e “la zona” costruita sull’esclusione è destinata a implodere. Un film da non perdere.