< NESSUNO MI PUO' GIUDICARE

Un film di MASSIMILIANO BRUNO / ITA / Durata: 95min

Media 4.04 / Votanti 1213


La nostra recensione:
di Filiberto Battistello / filibba@tin.it
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Non ci rimane che ridere.
Mettiamola così di questi tempi.. Tempi in cui anche girare una intelligente commedia cinematografica sulla vita e sulle debolezze del popolo tricolore non è poi cosa semplice. D’altra parte sono tempi in cui la stessa realtà che apprendiamo dalle cronache di tutti i giorni spesso supera la finzione (se non l’immaginazione).
Questo film in qualche modo ce ne dà la conferma.. L’ottimo regista esordiente Max Bruno in un’intervista ha affermato: Il film l’abbiamo scritto un anno prima che scoppiasse lo scandalo dell’Olgettina. Abbiamo intervistato le vere escort per conoscere meglio le motivazioni della loro scelta e ci hanno raccontato cose che sono emerse dopo.
E’ inevitabile che si parli un po’ di attualità nel film. Tuttavia la mia voleva essere ed è a tutti gli effetti una commedia sui sentimenti e sull’umanità, non potevo parlare di ciò che io considero inumano e cioè del comportamento di certi esponenti della nostra classe dirigente.

 

Chiaramente il titolo prende spunto dal percorso tormentato e sofferto che porta la protagonista ad intraprendere uno dei mestieri più vecchi del mondo. Ovvero: la disperazione che porta ad agire contro la propria volontà per il bene dei nostri cari. Un percorso che il regista mette in scena scegliendo l’arma dell’ironia e della comprensione. Perché non è solo Alice che non deve essere giudicata in base ai pregiudizi e ai luoghi comuni ma tutto quell’universo di personaggi che affollano il popolare quartiere romano.

 

Personaggi diversi, contrapposti da razza, tifo calcistico e scelte di vita ma accomunati dall’identico bisogno di sopravvivere in tutti i sensi in una realtà dove nulla è più scontato e il pericolo di non farcela più a campare è dietro ad ogni angolo. Il regista si mette a fianco di ognuno di questi personaggi cercando di tirare fuori il meglio di ognuno di loro. Borgatari un po’ coatti, senza arte né parte, ma nei loro cuori pulsa un profondo bisogno di essere compresi e amati. La protagonista si avvicina a questo universo borgataro un po’ diffidente e con la puzza sotto il naso. Paola Cortellesi è davvero straordinaria nel cimentarsi con questa svolta di vita che la costringe, suo malgrado, a dover rinunciare ai privilegi e ai lussi che il suo “povero” marito le aveva procurato prima di morire schiantato. Ma ancor più straordinaria lo è quando decide di farsi insegnare l’”arte” da una altrettanto strepitosa Anna Foglietta, la Eva escort ormai introdotta nelle stanze alte del potere politico finanziario e sportivo.

 

La Cortellesi imbranata, goffa ed incapace di un solo movimento seducente diventa uno degli aspetti piu spassosi del film. Da antologia della risata la scena al banco del bar assieme ad Eva. Dramma, tragedia e divertimento si mescolano in una serie crescente di situazioni sempre più dominate dalla vitalità e dall’energia dei cosiddetti personaggi di contorno. In particolar modo di Rocco Papaleo (memorabile la sua battuta – citazione su Nanni Moretti ), irriverente, antipaticissimo e razzista. Lo stesso Roul Bova dà vita ad una interpretazione convincente e di grande spessore, come fu con Ozpetek ne La finestra di fronte.

 

Per concludere Nessuno mi può giudicare è una tenera e simpaticissima commedia sentimentale che sa guardare l’attualità con occhio attento e sgombro da pregiudizi. Senza alcuna pretesa sociologica che non sia quella di riuscire a farci riflettere sulla nostra fretta ed ansia di giudicare chiunque non corrispondi ai nostri criteri personali.