< THE FIGHTER

Un film di DAVID O. RUSSEL / USA / Durata: 118min

Media 3.84 / Votanti 997


La nostra recensione:
di Giovanna Bassan
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Diciamolo subito: la lista dei film sulla boxe e sulle storie di pugili della classe operaia che grazie allo sport si levano di dosso l'etichetta di perdenti è fin troppo lunga. "The Fighter" però risulta già dalle prime scene e dalle prime interazioni tra i protagonisti un film diverso, che non intende parlare solo di sport. Lo rende straordinario, tanto da avere meritato innumerevoli premi a livello mondiale, tra cui due premi oscar per Attore ed Attrice non protagonista, soprattutto il modo in cui sono raccontati i personaggi, il ruolo perverso che assumono i legami familiari e il peso che viene dato ai fallimenti umani e professionali. "Tratto da una storia vera". Cosi comincia questo film che di fatto racconta un periodo dell'esistenza del pugile Micky "Irish" Ward e del difficile e conflittuale rapporto con il fratellastro tossicomane Dick Elkun.

 

Quest'ultimo gli fa da allenatore e con l’invadente aiuto della madre manager, lo accompagna, tra sconfitte e incidenti, alla conquista del titolo mondiale dei pesi Welter (categoria che mette a confronto atleti il cui peso varia tra i 63 e i 67 chili) negli anni Novanta. L'intera vicenda è incentrata sulla relazione e sul confronto tra i due fratelli, una moderna rappresentazione della storia di Caino ed Abele, del confronto tra Bene e Male. Micky, il Bene, è un bravo ragazzo, dotato di un discreto talento per il pugilato, ma con un carattere troppo debole ed insicuro. Incapace di prendere da solo decisioni sul proprio presente e futuro sportivo, finisce per accettare sfide con pugili enormi che lo massacrano, solo per accontentare le pretese della madre manager che lo tratta più come una macchina da soldi che come un figlio da amare e proteggere. Come se non bastasse Micky convive anche con la responsabilità di dover riuscire nella carriera sportiva là dove il fratello anni prima aveva fallito. Dicky, il Male, infatti non ha avuto grandi successi, malgrado questo è ancora considerato l' "orgoglio di Powell" solo per aver sconfitto, durante un incontro, il grande campione Sugar Ray Leonard. Dalla vita, oltre a questo riconoscimento e alla devozione della madre, Dicky ha poco altro. Allena il fratello, ma lo fa in modo incostante e parziale, completamente alterato dalla dipendenza dal crack. Ha inoltre, in prospettiva un documentario girato dalla HBO sulla sua vita, che lo esalta a tal punto da non rendersi conto che l'interesse mediatico non è finalizzato a raccontare la vita di un campione, quanto piuttosto il meschino declino di un tossico. Questo video, realmente girato nel 1995, distrusse completamente la vita di Elkun, portandolo verso una profonda depressione.

 

Nel film invece, la messa in onda in TV del documentario segna una svolta nella vita di entrambi i fratelli. Dicky comincia una lotta per disintossicarsi e per dimostrare a se stesso che ha ancora la tenacia per ricominciare. Per Micky invece è l'inizio di una carriera indipendente, senza l'ingombrate presenza del fratello allenatore e soprattutto della madre senza scrupoli (questo almeno fino al momento in cui realizza che le intuizioni che servono per arrivare ai grandi risultati le può ricevere proprio grazie a quella famiglia oppressiva da cui vorrebbe staccarsi). “The fighter” è una storia familiare con un happy ending dove il coronomento dei sogni sportivi sembra portare anche alla rappacificazione di tutti gli animi. In realtà, non si ha mai l'impressione di un rapporto sereno e senza conflitti tra i i due fratelli, neanche quando, durante i titoli di coda, gli attori lasciano il posto ai veri fratelli Ward ed Elkun i quali, nel raccontarsi, mostrano quanto le vicende di quel periodo abbiano segnato pesantemente la loro esistenza. Ad aumentare lo spessore di questo film sono le interpretazioni degli attori non protagonisti Christian Bale (Dicky) e Melissa di Leo (la madre manager Alice) che non a caso hanno entrambi meritato sia del premio Oscar che del Golden Globe nel 2011. Bale, come peraltro il Dicky della storia, è la vera star del film: calvo e sdentato è irriconoscibile nell'interpretazione del tossico dalle espressioni isteriche e pieno di nevrosi. Per incarnare questo personaggio si è sottoposto ad una pesante dieta, come aveva peraltro già fatto nel 2006 per interpretare “L’uomo senza sonno”, che gli trasforma totalmente il fisico. In conclusione, con questa opera si ha la netta sensazione che il regista David O. Russell usi le gesta sportive e i combattimenti unicamente in funzione delle dinamiche umane, personali e familiari che si sviluppano durante la trama. Nella vita, come nella boxe bisogna combattere. E come non bastasse scontrarsi contro i problemi e le insidie su cui inevitabilmente si inciampa nella realtà, capita di doversi magari difendere anche dagli ambienti sociali e dai legami familiari più stretti.