A chi si riferisce il regista Lucio Pellegrini quando parla della vita facile titolo della sua ultima “fatica” cinematografica?
Analizza forse la vita di Mario (Pierfrancesco Favino), medico di una clinica privata romana con una carriera brillante ed una moglie meravigliosa (Vittoria Puccini), in partenza per l’Africa per prestare aiuto all’amico/compagno di università Luca (Stefano Accorsi)?
Sicuramente non è “facile” l’esistenza di Luca, medico volontario per scelta (o per amore) che, poco apprezzato dal padre Sergio, esercita la professione in uno sperduto ambulatorio in Kenia con pochissimi mezzi, ma tanti progetti. Apparentemente serena appare Ginevra, moglie di Mario e “amica” di Luca, che agli altrui problemi non è interessata, lei... corre!
Lucio Pellegrini, dopo aver omaggiato la commedia all’italiana con il film Figli delle stelle (2010) ci presenta una storia divisa in due parti. Inizialmente il regista si sofferma sui tre protagonisti principali: quarantenni borghesi che hanno fatto delle scelte ben precise e conducono un’esistenza apparentemente ben definita. Ma ognuno di loro nasconde qualcosa. Ecco che gli equilibri faticosamente raggiunti si rompono e pian piano i segreti vengono a galla durante la seconda parte del film ricca di colpi di scena. I rapporti di coppia e i rapporti di amicizia vengono duramente messi in discussione rivelando come tre vite facili diventino terribilmente complicate.
Per dare volto alla sua storia il regista si affida ad un gruppo molto affiatato, in particolare al duo Accorsi/Favino colleghi nei film Baciami ancora (2010), Saturno contro (2007), Romanzo criminale (2005), L’ultimo bacio (2001), ma soprattutto amici di vecchia data; Pellegrini ha cercato di sfruttare l’intuizione e la spontaneità di Stefano Accorsi e la grande professionalità di Pierfrancesco Favino per far emergere le due facce dell’Italia: un’Italia che guadagna e un’Italia che s’impegna, ma che comunque ha sempre qualche scheletro nell’armadio.
Durante tutto il film, assisteremo al confronto/scontro tra i due personaggi principali, molto ber riuscito il piano sequenza (1) con un intenso faccia a faccia tra Luca e Mario, sullo sfondo di un’Africa tanto problematica quanto lontana dalla trama del racconto.
La vita facile evidenzia il grado di professionalità raggiunto dall’intero staff. La sapiente regia di Lucio Pellegrini dona alla pellicola un ritmo sostenuto; l’ottima fotografia di Gogò Bianchi riesce a far apparire Africa ciò che Africa non è: parecchie sequenze sono state girate in Puglia per contenere i costi.
Tutto il cast si è dimostrato all’altezza; professionisti di primordine interpretano al meglio i ruoli secondari, da Ivano Marescotti alla nostra amica Camilla Filippi (ospite durante le giornate di Cinema 2011) tanto “bresciana” quanto brava.
E il finale? Beh, sicuramente farà riflettere...
1) Il piano sequenza è una tecnica cinematografica che consiste nella modulazione di una sequenza (un segmento narrativo autonomo) attraverso una sola inquadratura, generalmente piuttosto lunga.