< The Queen

Un film di Stephen Frears / GB-FR-ITA / Durata: 97min

da Mercoledì 13 Dicembre a Sabato 16 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

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La nostra recensione:
di Marco Belluco
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La notte del 31 agosto del 1997 rimarrà impressa nelle nostre menti per la tragica scomparsa di lady Diana.

Ed è in questo momento storico ben preciso che è ambientato il film di questa settimana. E’ notte quando la regina Elisabetta II ed il neo-eletto primo ministro Tony Blair apprendono dell’incidente. Diverse le reazioni dei due: la regina, per proteggere i nipoti dai media, decide di “barricarsi” nel castello dove sono in vacanza mentre Blair sente il bisogno di condividere il suo dolore con il popolo.

Con il passare dei giorni tutto il mondo in lutto inizia ad accusare la corona di indifferenza e freddezza. La gente si aspetta un funerale pubblico mentre la regina esige la massima riservatezza. La pressione del popolo è così elevata che toccherà a Blair il compito di “salvare” la corona. Il film, in concorso alla 63esima mostra del cinema di Venezia, è arrivato al lido assieme a 19 avvocati della famiglia reale pronti a bloccare la pellicola e ad intentare cause al regista.

La polemica sembrava inevitabile, ma invece il film ha unito critica e pubblico diventando fin dalla prima proiezione un favorito al leone d’oro. Le ragioni di questo successo si possono individuare nel legame che il film riesce ad instaurare con lo spettatore.

E’ impossibile non emozionarsi, come impossibile è non sentirsi coinvolti. Lo si intuisce fin dalle prime scene dove la regina, impersonata dalla straordinaria Helen Mirren, con lo sguardo si rivolge direttamente alla macchina da presa, creando fin da subito un contatto diretto con chi guarda lo schermo. “The Queen” non è un film d’accusa o di indagine, è un film che tenta di “spiegare” la figura di Elisabetta II dal suo interno. Frears segue la regina in ogni sua azione e gesto quotidiano rendendo partecipe lo spettatore di quelli che potrebbero essere stati i suoi pensieri e stati d’animo.

Come già fatto con il personaggio di Laura Henderson in “Lady Henderson Presenta” anche Elisabetta II verrà raccontata gradualmente nel corso del film: se all’inizio troviamo una regina fredda e acida, con il passare del tempo impareremo a conoscerla ed a comprendere la sua personalità. A questo proposito bisogna evidenziare la bellissima metafora “del cervo” usata per decifrare in modo estremamente semplice questo enigmatico personaggio. Ed è proprio la semplicità un altro dei punti di forza del film.

Frears va contro corrente e, mentre gli altri registi si complicano la vita, lui cerca di cogliere l’essenziale e rappresentarlo nella maniera più chiara possibile, senza l’ausilio di tecniche di narrazione macchinose e dispersive. Mi trovo d’accordo con il giornalista Fabrizio Tassi (“Cineforum”) quando dice che Frears è “uno che fa cinema con squadra e compasso”. Ogni inquadratura è misurata e funzionale alla sceneggiatura e all’interpretazione degli attori.

Nonostante questo modo di fare cinema (classico, rigoroso, “normale”) il regista è sempre riuscito a ritagliarsi un suo spazio nella lista degli Autori, con la “A” maiuscola. Quelli in grado di creare ancora arte, poesia.

E’ certo che, per la delicatezza della tematica e il coraggio nel raccontare questi avvenimenti, “The Queen” resterà impresso nella storia della cinematografia contemporanea come una delle opere più significative del regista inglese.