< TUTTI PAZZI PER ROSE

Un film di Régis Roinsard / FRA / Durata: 111min

da Mercoledì 18 Dicembre a Sabato 21 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Media 3.86


La nostra recensione:
di Matteo Chemello
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“Per avere del talento, dobbiamo essere convinti di possederne.”Gustave Flaubert
 
Bassa Normandia, 1958. La ventunenne Rose Pamphyle ha giàle idee chiare riguardo al suo futuro.
Il ruolo della casalinga dimessa decisamente non fa per lei e non vuole nemmeno sentir parlare del matrimonio di convenienza voluto dall’austero padre. Decide pertanto di recarsi a Lisieux e diventare padrona della propria esistenza cercando di farsi assumere come segretaria in un ufficio di assicurazioni.Il colloquio di lavoro si rivela un disastro, ma all’ultimo secondo Rose estrae il suo asso nella manica, dimostrandouna straordinaria abilità nel battere a macchina.
Il principale Louis, sorpreso dal talento della ragazza, si convince così ad assumerla in prova. Tuttavia il suo vero scopo non è trasformare Rose in una segretaria modello, bensì allenarla in vista del prossimo campionato di velocità dattilografica.
 
L’amore però è dietro l’angolo, pronto a scombinare tutti i loro piani.
Tutti pazzi per Rose, primo lungometraggio del regista Régis Roinsard, è una commedia piacevole e brillante, che trova i suoi punti di forza nell’ottima recitazione degli interpreti principali e nell’accurata ricostruzione scenografica. Le acconciature, gli abiti e gli arredi sono identici a quelli di fine anni ’50 e anche la colonna sonora è presa direttamente dall’epoca. La fotografia, che predilige le nuance pastello, crea una perfetta atmosfera vintage e dona l’ideale tocco finale all’ambientazione del film. 
Gli attori protagonisti si destreggiano con grande abilità in questo contesto, mettendo sapientemente in evidenza i caratteri e le ambizioni dei propri personaggi. La François delinea con grande efficacia Rose, ragazza di paese goffa e pasticciona, ma allo stesso tempo determinata e indipendente. Duris, dal canto suo, è bravissimo nel tratteggiare Louis, giovane uomo in perenne conflitto con sé stesso, sempre indeciso se manifestare o sopprimere i propri sentimenti. L’intreccio tra le serrate competizioni dattilografiche e i vivaci dialoghi che punteggiano il travagliato rapporto fra i duecompleta il quadro e tesse l’indovinato fil rouge dell’intera opera.
Ma non fatevi ingannare dalla trama apparentemente leggera o dal deplorevole titolo italiano della pellicola. Tutti pazzi per Rose, dietro la sua maschera romantica, nascondealmeno un paio di punti interessanti sui quali, a mio avviso, vale la pena focalizzare l’attenzione. Roinsard, infatti, riesce con grande equilibriosia a evidenziare l’importanza del ruolo giocato dal talento nella vita delle persone, sia a trattare il rilevante tema dell’ emancipazione femminile.
Il regista intende ricordarcicome le capacità femminili siano state ignorate o represse per troppo tempo. Solo grazie al coraggio di una generazione di donne è stato possibile dare inizio a una nuova era di progresso, caratterizzata dal superamento dei vecchi ruoli.
 
Un’epoca nella quale le ragazze, libere di mettere a frutto ipropri talenti, hanno finalmente potuto scegliere in autonomia la posizione da occupare all’interno della famiglia e della società. Da questo punto di vista non è un caso che il film inizi con un primo piano di una macchina da scrivere. Essa non deve essere vista come un semplice attrezzo da ufficio, bensì come un vero e proprio veicolo di emancipazione femminile, unmezzo tramite il quale la donna ha saputo conquistare il riscatto sociale e la parità dei sessi. Collegandomi a quanto detto finora vorrei citare una frase che, secondo me, riassume pienamente lo spirito della pellicola. Nel 1970 l’attivista statunitense Shirley Chisholm scrisse:“Molti talenti si sono persi nella nostra società, unicamente perché questi talenti portavano una gonna”. Sarebbe bello poter dire che, ai nostri giorni, considerazioni come questa appartengono ormai solo al passato. Purtroppo invece, nonostante le macchine da scrivere abbiano da tempo lasciato il passo ai computer, sono ancora tante le donne che ogni giorno devono combattere per guadagnare e raggiungere un’uguaglianza che dovrebbe spettare loro di diritto.
A me piace pensare che anche un film poco pubblicizzato come Tutti pazzi per Rose sia in grado di indurci a riflettere su questa discriminazione.
Sono certo, infatti, che la prossima volta che poserete lo sguardo su una tastiera non potrete fare a meno di pensare cos’abbia significato quell’oggetto per molte intraprendenti ragazze degli anni ’50 e ‘60. E chissà... magari vi scapperà un sorriso ripensando, anche solo per un istante, alla dolce e tenace Rose che diventa artefice del proprio successo a suon di cinquecento battute al minuto!