< MR MORGAN'S LAST LOVE

Un film di Sandra Nettelbeck / FR, GB / Durata: 116min

da Mercoledì 29 Ottobre a Sabato 01 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Media 3.64


La nostra recensione:
di Ellen Balasso
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Il film, liberamente ispirato al romanzo di Françoise Dornier, "La douceur assassine", tenta di rappresentare con garbo ed eleganza l’incontro di due solitudini, l’una ostentata (quella di Mr. Morgan) l’altra accolta, come una presenza malinconica, e velata dietro un gioviale ottimismo (quella di Pauline). Mr. Morgan è un ex insegnante di filosofia di Princeton trapiantato dagli Usa a Parigi per amore della moglie che l’ha abbandonato cedendo a una malattia incurabile, Pauline è una giovane eterea e radiosa insegnante di ballo: i due scontratisi per caso su un percors all’in Pauline. n è appieno 40° anno ° film Mister Morgan autobus, iniziano un percorso fatto di sguardi, di parole, di gesti che li porta a scoprire qualcosa di più su se stessi, sul proprio modo di vivere le relazioni famigliari e di rapportarsi alla vita. Il fulcro del film sta nell’interpretazione di Michael Cane (Mr. Morgan) il quale in maniera impeccabile riesce a far partecipare lo spettatore di tutti gli stati d’animo che attraversano il personaggio ma, soprattutto, riesce a rendere palpabile la dolente sofferenza che accompagna una decisione già presa e solo rimandata grazie all’incontro con Nella cornice della neonata amicizia fra Mr. Morgan e Pauline, i due protagonisti si confrontano con la noia e la tristezza che li accompagnano trovando attimi condivisi di appagante quiete e di serenità: mentre Mr. Morgan rivela nella difficoltà ad alzarsi dal letto al mattino, nei dialoghi con la moglie defunta la paura di staccarsi dal passato, Pauline, rimasta orfana e priva di un contesto famigliare, comunica nei propri gesti la paura per ciò che non si è avuto e non si no conosciuto. Entrambi i protagonisti soffrono per ciò che è stato loro strappato e temono il senso di vuoto che il dolore dell’abbandono porta con sé, ma mettono in atto strategie diverse: Mr. Morgan, grazie all’amicizia con Pauline, momentaneamente sopravvive; Pauline, tramite l’incontro con Mr. Morgan e il figlio di Lui Miles, torna a vivere. "Non si ama la vita in se stessa, si amano i paesi, le persone, gli animali, i bei ricordi, il cibo, la musica, la letteratura. E poi ti capita di incontrare una persona che richiede tutto l'amore che hai da dare. E se perdi questa persona, credi che tutto il resto si fermerà con lei. Ma tutto il resto invece va avanti lo stesso, e la solitudine ti fa solo appassire". Con questa frase, Mr. Morgan spiega a Pauline e allo spettatore il dissidio interiore e l’inquietudine che attanaglia chi, ancora vivo, si scopre a guardare il mondo, e addirittura i propri figli, con indifferenza: in questo sta la sfida del film, non pretendere di mettere in scena un vedovo rassegnato che improvvisamente ritrova la giovinezza sperimentando nuovi interessi, ma rappresentare la speranza disillusa di un cambiamento che in realtà non si è realizzato perché ciò che il protagonista voleva non era andare avanti ma far rivivere il passato. La regista non intende fornire risposte ma spiega davanti agli occhi dello spettatore una serie di dubbi che 29 - 30 - 31 ott. 1 nov. 2014 portano a riflettere: un amore talmente totalizzante da non lasciare spazio nemmeno ai figli, frutto di quello stesso amore; l’incapacità di adattarsi al cambiamento che la vita, nel suo inevitabile scorrere, impone; un uomo allo specchio, dentro allo specchio, solo un’immagine riflessa che, quando finalmente riesce ad aprire la finestra, vede un incantevole Parigi, sembra finalmente tornare a respirarne l’ossigeno, ma, poi, non riesce a staccarsi da ciò che non c’è più. Michael Cane (Mr. Morgan), abilissimo nell’alternare stati d’animo drammatici, gioiosi e struggenti, tramite l’incontro con Pauline, racconta la vita e l’amore nelle parole non dette, negli sguardi catturati da abili inquadrature e la regista sfugge alla retorica del finale salvifico lasciando che la trama si compia, senza giudizi, con rispetto per chi ritiene che la volontà di vivere sia causa di troppa sofferenza e pervicacemente decide di ignorare la vita, anche dopo che la vita stessa gli ha dato una seconda possibilità e gli si è offerta di nuovo.