< IL RAGAZZO INVISIBILE

Un film di Gabriele Salvatores / ITA / Durata: 100min

Domenica 19 Aprile 2015
Ore 16:00 - 20:45 / Biglietto intero 6.00 € / Biglietto ridotto 2.00 €

Media 4.28


La nostra recensione:
di Maria Todesco / redazione@cineverdi.it
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Avere un superpotere, essere un supereroe: credo tutti ce lo siamo immaginato almeno una volta, se non l’abbiamo addirittura desiderato.

Per un non-appassionato (o uno troppo giovane), l’idea di un piccolo supereroe italiano che ha lo stampo della più famosa tradizione Marvel e DC, ma da cui si distacca, è qualcosa di notevole e prima impensato. Ma ecco che Gabriele Salvatores ci propone una pellicola senza particolari restrizioni di pubblico, che sembra darci una promessa nonostante i cliché e il “già visto”.

Dopotutto questa è una scommessa per il regista. Il tredicenne Michele Silenzi vive a Trieste da solo con la madre poliziotta single (e vedova), è cotto della bella (e strana) della classe, di nome Stella, ed è preso di mira dai due bulletti di turno.

Niente di nuovo, ma il tutto portato e vissuto su un piano adolescenziale, in una trama che presto inizia a farsi più fitta. Il costume di un supereroe cinese, comprato in un negozio orientale per partecipare alla festa in maschera di Stella, sembra la chiave di tutto: sarà proprio la mattina dopo questa umiliante mascherata, in cui Michele desidererà sparire, che il ragazzo si risveglierà invisibile. Da qui inizierà la vera è propria storia, con personaggi misteriosi, segreti, discorsi origliati, rivelazioni e molta comicità: d’altronde Michele è un ragazzo sveglio e capisce subito come sfruttare questa nuova situazione a suo favore.

Nonostante il fatto che tutto ciò gli farà ricevere i suoi colpi di coda. Si comincia quindi da una semplicità estrema, da una grande leggerezza veramente adatta a tutti, fino ad arrivare a qualcosa di più complesso, ma sempre Da un adolescente come gli altri ad una presa di coscienza che c’è di più, più grande, qualcosa di più importante … specialmente quando alcuni coetanei di Michele, Stella compresa, verranno rapiti.

I cliché continueranno, cominciando da risvolti russi. Saranno in alcune occasioni veri e propri riferimenti non così velati ad altri film ed eroi, pronti a strappare un sorriso e una risata. Trovo comunque che non arrivino mai a modificare del tutto l’atmosfera che la pellicola crea. Il passato si mescolerà al presente, puntando dritto al futuro: se si ha un potere, se si può essere un supereroe, forse qualcosa bisogna pure farla.

Tanto, se anche si rimanesse chiusi in casa, sarebbero i guai e i pericoli a venirti a cercare. Non aspettatevi strani scontri epici contro mostri o supermalvagi: non era questa l’intenzione del regista. Ma anzi, lo scopo di Salvatores, come dichiarato a Il Resto del Carlino, era quello d’infondere nella storia del “realismo magico” e di renderlo un po’ un percorso di crescita dove il nemico sono le difficoltà (magari non proprio comuni, aggiungerei) che si possono trovare nella vita. Ma ancora meglio la sua intenzione era quella di rompere gli schemi cinematografici italiani ben piantati: il fantasy nostrano è quasi più unico che raro. S

econdo alcuni critici l’esperimento avrebbe potuto andare ancora meglio, ma nessuno può negare a Gabriele Salvatores l’apprezzamento già fino a qui guadagnato. Se ci sono dei punti deboli, ritengo possano essere grandemente bilanciati con i punti di forza e il tentativo in sé.

Come per esempio dare lo spazio ad attori nuovi, giovani e freschi, che potrebbero un giorno segnare a loro volta una nuova generazione. Per l'affermazione in Italia del genere fantasy probabilmente la strada è ancora lunga e a voi, digiuni di questo genere o al contrario ben sazi, potrebbe lasciare dell’amaro.

Ma io ritengo invece che potrebbe essere solo l’inizio di una nuova esperienza su pellicola targata Italia che, in futuro, porterà un buono, e spero abbondante, frutto.