< LITTLE SISTER

Un film di Hirokazu Kore-Eda / GP / Durata: 128min

Lunedì 07 Marzo 2016
Ore 20:45 / Biglietto unico 3.00 € / Ingresso gratuito per Soci Cineforum G. Verdi

Media 3.83


La nostra recensione:
di Simone Filippini
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Mia cara, sai bene quanto me qual è il valore dell'affetto reciproco tra sorelle: non v'è nulla di simile in questo mondo.
Charlotte Brontë
 
Cinema ed introspezione: un connubio certo non sconosciuto nel nostro paradigma culturale; la Settima Arte si è più volte miscelata con sociologia e psicologia, in un conturbante cocktail di narrativa e coscienza.
Ed ecco che ogni personaggio diegetico abitante il racconto, non si riduce a mera funzione narrativa, veicolando invece una più profonda analisi dell'Io.
Fervente sostenitore di questo approccio socio-artistico, il regista Kore-Eda che, con il suo Little Sister, torna ad esplorare i meccanismi della psiche umana e delle (spesso intricate) dinamiche interperso- nali; materia già affrontata dal cineasta giapponese nella pellicola precedente Father and Son (2013), che gli valse il premio della giuria a Cannes.
Nel suo nuovo progetto, il regista focalizza la sua indagine antropologica sull'universo femminile, servendosi di una struttura espositiva tanto lineare quanto efficace: nella piccola cittadina giapponese di Kamakura, le sorelle Kōda (Sachi, Yoshino e Chika) appren- dono della morte del padre, che quindici anni prima le abbandona per costruirsi una nuova famiglia.
 
Durante il funerale, le tre vengono a conoscenza di Suzu, loro sorellastra già orfana di madre, rimasta ora completa- mente sola. Sarà l'inizio di una nuova convivenza, e la costruzione di un nucleo familiare, davvero poco conven- zionale: quattro sorelle, troppo grandi per definirsi ragazzine, troppo giovani per sembrare adulte, pronte ad affron- tare l'indipendenza ed il definitivo distacco parentale. Il regista, nella stesura della sceneg- giatura, trae libera ispirazione dalla graphic novel di Akimi Yoshida Umi- machi's Diary, mantenendo le linee guida della story-line, ma malleando ad hoc la materia narrativa e risemantiz- zandola, per un risultato assolutamente originale.
Una pellicola all'insegna della verve introspettiva, a tratti psicanalitica: tra il dossier sociale ed un'allegoria dei buoni sentimenti.
Delle quattro sorelle, saran-no due le vere protagoniste: Sachi, la maggiore, e la piccola Suzu; significativa la scelta di dar maggior risalto proprio ad i due estremi della catena familiare: da una parte la più matura del gruppo che, dalla scomparsa del capofamiglia, si sente investita di una nuova responsa-bilità; dall'altra la più giovane, in balia dell'abbandono paterno (e materno). Kore-Eda, si dimostra sensibile osser- vatore, oltre che regista sapiente, capace di cogliere ogni sfaccettatura della psiche femminile, dipingendo quattro caratteri tanto diversi quanto in perfetta armonia tra loro.
 
Ed ogni scelta tecnica adottata in Little Sister risulta in perfetto pendant con in nucleo narrativo-emotivo: dal ritmo disteso e sobrio, ai dialoghi conven- zionali, ma mai banali.
Si abbandona dunque ogni ambizione estrosa, ogni tecnicismo lezioso, in favore di una marca stilistica più mode- rata; perfetta cornice per un ritratto idilliaco. Nota di merito alla fotografia: la grande nitidezza delle immagini, unita ad una predilezione per inquadrature corali, trasforma molte sequenze in quadri viventi.
Un perfetto esempio di raffinatezza formale ed emozionale: poliedrico sunto di sentimentalismo, cliché relazionali ed introversione, pronto a catturare e (com)muovere l'animo dello spettatore. Delicato.