Il programma 2008-2009

NON PENSARCI da Martedì 16 Settembre a Sabato 04 Ottobre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Gianni Zanasi / ITA / Durata: 105min

Media 3.79


Il titolo del film sembra invitare lo spettatore alla visione di una commedia leggera e gradevole. Anche la locandina mostra il protagonista principale spiccare un balzo a braccia e gambe allargate,quasi ad esortarci alla spensieratezza. Invece ci troviamo dinanzi al ritratto malinconico e agrodolce della provincia italiana,un’istantanea capace di mescolare amore e morte,speranza e disillusioni, risate e lacrime con un sarcasmo stralunato e aspro, ma talmente normale nella sua quotidianità che ti cattura fino al punto da pensare: “Questi siamo noi !” Stefano Nardini, chitarrista rock di 35anni che sbarca il lunario a Roma, in crisi sentimentale, creativa e finanziaria, torna a Rimini, nella sua famiglia. Come ogni ritorno a casa,vorrebbe essere una mossa per recuperare certezze che lo aiutino a proseguire il cammino. Invece sarà lui, bamboccione disilluso e ancora in preda al ribellismo adolescenziale, a doversi occupare dei propri cari: il fratello che sta mandando in rovina l’industria di famiglia e si innamora di una escort; la sorella preoccupata unicamente dei delfini; la madre che segue seminari di scienze sciamaniche; il padre che fatica a riprendersi da un infarto.

L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI Domenica 28 Settembre 2008
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Ermanno Olmi / ITA / Durata: 170min

Media 0


1897-98 nelle campagne della Bassa bergamasca: la vicenda corale di alcune famiglie contadine che lavorano la terra a mezzadria tra duri sacrifici, ma con grande dignità. Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di Bach che l'accompagnano, il 9° di Olmi è – con Novecento (1976) di B. Bertolucci che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi virgiliani: labor, pietas, fatum.

Gli sono stati rimproverati una rappresentazione idealizzata, troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua pietas. Il sonoro originale fu doppiato dagli stessi attori non professionisti in un dialetto italianizzante.

Alcune copie circolarono con sottotitoli in italiano nei dialoghi più ostici. Venduto in un'ottantina di nazioni. Palma d'oro e Premio Ecumenico a Cannes. César per il film straniero in Francia.

INTO THE WILD da Mercoledì 08 Ottobre a Sabato 11 Ottobre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Sean Penn / USA / Durata: 148min

Media 4.09


Into the wild è un film molto toccante, tratto da un fatto realmente accaduto in America dal maggio 1990 all’agosto 1992. È la storia di un ragazzo, Christopher Johnson McCandless, che, subito dopo il diploma, decide di lasciare tutto quello che ha ed andare a vivere da solo nella natura selvaggia dell’Alaska.

Ciò che lo spinge è, anche, una sorta di rabbia verso le menzogne dei suoi genitori e del loro attaccamento ai soldi. Ma ciò che veramente quel viaggio rappresenta per lui è una sorta di metodo per scoprire se stesso, per vivere in contatto diretto con la natura e vivere realmente, senza doversi preoccupare delle apparenze, della “società malata” come la descrive, delle cose materiali per cui l’uomo fa a gara per avere, libero da preoccupazioni e pregiudizi.

Per la sua realizzazione, la troupe e soprattutto l’attore protagonista Emile Hirsch hanno dovuto rivivere tappa per tappa la sua avventura e si sono dovuti sottoporre ad intense prove di resistenza, sia fisica sia psicologica. Emile ha perso pure molto peso. Tutto il cast ha dichiarato che è stato un lavoro difficile, ma il regista non ha voluto rinunciare perché riteneva che la storia di Christopher meritasse di essere conosciuta. La storia, accompagnata dalla voce narrante della sorella, è divisa in capitoli.

BIANCO E NERO da Mercoledì 15 Ottobre a Sabato 18 Ottobre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Cristina Comencini / ITA / Durata: 100min

Media 3.64


Dopo il successo de La bestia nel Cuore, che ha avuto la nomination all’Oscar, Cristina Comencini torna al cinema; questa volta con una commedia romantica, capace di parlare con eleganza ed ironia del tema del razzismo contemporaneo e dell’integrazione etnica.

Un problema reale che ci appartiene, che vive nelle nostre città e nelle nostre case, che tutti noi cerchiamo di nascondere e mascherare. Il razzismo in Italia non è solo quello truculento e violento del quale purtroppo ci racconta la cronaca quotidiana, ma spesso un atteggiamento, un pregiudizio diffuso e subdolo, celato per lo più da un formale perbenismo.

E’ questo atteggiamento che il film si propone, in qualche modo, di smascherare cercando di raccontarlo in alcuni suoi aspetti con semplicità, senza perdersi in inutili predicozzi. Lo fa alzando un velo su una realtà finora poco esplorata dal cinema italiano e cioè quello delle coppie miste italo africane

AMERICAN GANGSTER da Mercoledì 22 Ottobre a Sabato 25 Ottobre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Ridley Scott / USA / Durata: 157min

Media 3.98


Ancora un film basato su fatti realmente accaduti. I due protagonisti il criminale Frank Lucas (Denzel Washington) e il poliziotto Richie Roberts (Russel Crowe) sono realmente esistiti e hanno pure collaborato con il regista alla buona riuscita del film.

La storia è ambientata nella Harlem (New York) degli anni settanta nell’ America del dopo boom. Come alcuni serial televisivi e film di quegli anni ci mostrano una polizia corrotta e violenta, molte volte più disonesta dei veri criminali, dai semplici poliziotti ai loro superiori.

Tutti sono pronti a mettere le mani su soldi sporchi e droghe sequestrate come si vede da alcune scene nel film. In questo panorama di corruzione generale, spicca il poliziotto Richie Roberts, onesto e magari un pò ingenuo ma molto determinato a dare la caccia alla sua preda.

I suoi colleghi non credono ai loro occhi quando lui e il suo partner-poliziotto di sempre; consegnano alla sede di polizia quasi un milione di dollari provenienti da traffici illeciti. Di conseguenza i due diventano quasi “intoccabili” ed emarginati soprattutto perchè onesti.

IL TRENO PER DARJEELING da Mercoledì 29 Ottobre a Sabato 01 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Wes Anderson / USA / Durata: 91min

Media 2.54


Commedia agrodolce on the road. L’ultimo film del giovane regista americano Wes Anderson si presenta ad una prima superficiale analisi come il classico film-viaggio alla ricerca di qualcosa o qualcuno.

Ma Il treno per Darjeeling (la traduzione italiana del titolo suona un po’ strana rispetto all’originale The Darjeeling Limited) è molto, molto di più. Il racconto inizia con un prologo, un cortometraggio parte integrante della pellicola presentata a Venezia lo scorso anno ma inspiegabilmente tolto dalla distribuzione italiana, dove Jack (Jason Schwartzmann) aspirante scrittore, che da un anno vive rinchiuso in una camera dell’ Hotel Chevalier (titolo del corto), riceve la visita inaspettata della bellissima ex fidanzata interpretata da Natalie Portman.

Il mini-film di ottima fattura completamente girato in una camera d’albergo, ci introduce e si contrappone all’inizio del film vero e proprio, che fa del movimento la propria caratteristica principale. 

NON E' UN PAESE PER VECCHI da Mercoledì 05 Novembre a Sabato 08 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Ethan - Joel Coen / USA / Durata: 122min

Media 3.02


Non ho intenzione di mettere la mia posta sul tavolo. Di uscire per andare incontro a qualcosa che non capisco. Significherebbe mettere a rischio la propria anima. Dire ok... faccio parte di questo mondo”.

Il breve ma efficace monologo del vecchio sceriffo Tom Bell rischia di passare “inascoltato” mentre il nostro occhio corre lungo i panorami texani delle inquadrature d’apertura... eppure, nelle stanche e sagge parole di chi “ha visto troppo”, si può scorgere, in maniera velata, tutto ciò che questo film rappresenta...

Abbiamo bisogno per forza di una traccia per poterci districare in quest’opera meravigliosamente complessa realizzata da due delle menti più brillanti del cinema americano. Joel ed Ethan Coen rappresentano, in un momento di “recessione creativa” delle sceneggiature moderne, più un’eccezione che una rarità...

Un’innata fantasia e un intenso desiderio di sperimentare, uniti a un forte spirito di collaborazione con gli interpreti dei loro film, hanno permesso loro di produrre opere sensazionali di cui “Non è un paese per vecchi” (Oscar Miglior Film 2008) rappresenta forse la somma espressione. 

CAOS CALMO da Mercoledì 12 Novembre a Sabato 15 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Antonello Grimaldi / ITA / Durata: 112min

Media 3.68


Ecco un caso classico e frequente (altri saranno Gomorra e Il cacciatore di Aquiloni in programma a dicembre) in cui la trasposizione cinematografica di un libro è riuscita a suscitare pareri diversi e contrastanti derivati dall’inevitabile confronto.

Personalmente questo tipo di confronto non mi ha mai molto appassionato. Anche perché cinema e romanzo letterario, proprio per le loro diverse e specifiche caratteristiche narrative, sono portati a vivere di luce propria.

E solo alla luce di queste caratteristiche vanno quindi valutati. Essenziale per il cinema, come sappiamo tutti, non è solo cosa raccontare ma bensì come riuscire a descrivere con le immagini una storia, un volto, un’emozione. Ecco perché questo film, nonostante il peso ingombrante del libro conosciuto da un gran numero di lettori, dimostra una sua grande capacità descrittiva e rappresentativa soprattutto dei sentimenti e dei personaggi.

Uno dei meriti del regista, forse il maggiore, è quello di non avere affidato, come spesso succede in questi casi, ad un io narrante letterario il racconto della vicenda interiore del protagonista, perdendo così certo qualcosa del testo originario, ma affidando quasi esclusivamente alle immagini il tessuto emotivo della storia interiore.

IL PETROLIERE da Mercoledì 19 Novembre a Sabato 22 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Paul Thomas Anderson / USA / Durata: 157min

Media 2.93


Il petroliere, tratto dal romanzo di U. Sinclair, Oil!, è un film sulla storia della civiltà americana, la sua epopea, le sue conquiste, i suoi fallimenti. Stati Uniti, fine ‘800. Danny Plainview (liberamente ispirato al magnate E. L. Doheny,1856-1935) è un cercatore di petrolio. La sua vicenda s’intreccia con quella di un sedicente predicatore, fondatore della Chiesa della Terza Rivelazione.

Accomunati dalla brama del dominio e del potere, i due fondano la loro ascesa sulla menzogna e il tradimento. Sono frequenti i richiami al contesto familiare e filiale, con vaghi rimandi biblici come quello del rapporto tra i fratelli Esaù e Giacobbe. Anche i discorsi ai contadini, di cui il petroliere vuole comprare la terra per le trivellazioni, è ricca di pathos familiare e riferimenti alla famiglia e all’istruzione da dare ai figli.

Ma è una finzione, come è una finzione la fede del predicatore. Il successo, l’ascesa, la ricchezza accumulata e il potere di controllare le masse, sacrificano i rapporti familiari, condannati ad essere traditi o venduti.

TUTTA LA VITA DAVANTI da Mercoledì 26 Novembre a Sabato 29 Novembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Paolo Virzì / ITA / Durata: 117min

Media 3.69


Con Tutta la vita davanti (liberamente ispirato al libro della blogger sarda Michela Murgia - Il mondo deve sapere) Virzì aggiunge un capitolo alla disincantata narrazione della non facile realtà italiana contemporanea. La vicenda narrata tratta il precariato, ma come ha affermato lo stesso regista “Più che il lavoro, il tema di questo film è la vita”.

La giovane e brillante Marta, neolaureata cum laude e abbraccio accademico in Filosofia, è la protagonista di questa ‘favola nera’; la ventiquattrenne siciliana, trapiantata a Roma, si sente pronta ad affrontare il mondo del lavoro con la preparazione, l’entusiasmo e la grinta necessari, ma si vede subito costretta a ridimensionare le sue aspettative, dopo che vede svanire le ambizioni di una carriera accademica ed editoriale.

Dopo una serie di colloqui fallimentari, per sbarcare il lunario Marta trova un primo impiego come baby-sitter. 

GOMORRA da Domenica 30 Novembre a Sabato 06 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Matteo Garrone / ITA / Durata: 135min

Media 3.81


Per colpire al cuore, Gomorra, l'inchiesta romanzata di Roberto Saviano sugli affari della camorra, aveva bisogno di un equivalente cinematografico che facesse corrispondere all'incisività della parola scritta uno sguardo filmico altrettanto capace di dilacerare le anime degli spettatori.

Divenuto garante per la resa sullo schermo, Matteo Garrone è riuscito nell'impresa reinventando il proprio ruolo di cineasta, flettendo il proprio stile e riorganizzando la struttura magmatica del testo di partenza in quattro storie di vita e malavita. Il montaggio alternato ci permette di seguire in parallelo le azioni di più figure attorno alle quali ruotano però elementi consuetudinari della nostra vita sociale, civica e politica.

Franco, imprenditore che seppellisce nei terreni del Sud rifiuti tossici, non agisce forse per mantenere pulita la coscienza di chi, industriale al Nord, li produce, e poi, per non difettare in coerenza, magari vota Lega Nord? La storia di Totò, ragazzino che cresce a contatto con ambienti camorristici assorbendone regole e valori deviati, mostra la degenerazione del normale percorso educativo che un qualsiasi bambino segue.

Il racconto di Pasquale, sarto d'alta moda costretto a lavorare in nero, parla di piccola industria, di mercato, di immigrazione cinese e competitività, argomenti che si ritrovano nei quotidiani di economia e finanza.

IL CACCIATORE DI AQUILONI da Mercoledì 10 Dicembre a Sabato 13 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Marc Forster / USA / Durata: 131min

Media 4.64


« Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto. »

La trasposizione sullo schermo di Marc Forster (regista di Monster’s Ball, Neverland) del bestseller di Khaled Hosseini non ha grandi trovate, anzi traduce con imperdonabile approssimazione gli snodi fondamentali della trama del romanzo, le tribolazioni della terra afgana sono sintetizzate da cartoline di un paese in disarmo e dalle comparsate di truci figuri barbuti, i Talebani, eppure Il cacciatore di aquiloni commuove: è la dimostrazione che alle volte le storie, se sono belle, non serve aggiungere altro. Al centro delle vicende narrate è la bellissima e commovente amicizia tra due bambini appartenenti a etnie e classi sociali differenti: Amir, figlio di uno degli uomini pshtun più influenti di Kabul, e Hassan, il suo piccolo servitore azara. 

12 DODICI da Mercoledì 17 Dicembre a Sabato 20 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Nikita Mikhalkov / RUS / Durata: 149min

Media 4.17


“Ne avrete per poco”: queste sono le lapidarie parole con cui il cancelliere accompagna i 12 giurati presso la camera di consiglio, allestita nella tetra palestra di una scuola, affinchè essi decidano, con un verdetto che sembra già scontato, sulla condanna all’ergastolo di un giovane ceceno accusato di aver ucciso il patrigno, un ufficiale russo in congedo.

Questa la struttura narrativa impiegata dal regista Nikita Milkhalkov per guidare lo spettatore in un viaggio politico, sociale e umano nella coscienza e nella vita di 12 uomini chiamati a decidere se privare, fino alla morte, della libertà un altro uomo.

Il regista prende spunto dall’impianto del film di Sidney Lumet La parola ai giurati (1957), per approfondire il tema dell’amministrazione popolare della giustizia, mutando l’ambientazione e le necessità sottese all’opera....

IL DIVO da Mercoledì 07 Gennaio a Sabato 10 Gennaio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Paolo Sorrentino / ITA / Durata: 120min

Media 3.44


A pensarci prima poteva sembrare un’impresa impossibile. Sorrentino stesso, raccontando della fase di studio e di ricerca sul film, parla di una mole sterminata di materiale. Ecco perché il film non è una biografia, ma uno sguardo sull’ultima parte della parabola ascendente del protagonista di una vita “spettacolare”, così fin dai titoli di testa.

Il Divo interessava da sempre Sorrentino sia perché icona di un politico-attore che molto prima di Berlusconi aveva saputo fare uso sapiente dei mezzi di comunicazione, sia per il mistero che avvolgeva la sua vita privata e i più grandi enigmi della storia recente. Si trattava comunque di una scelta non facile per l’inevitabile confronto con almeno tre nomi impegnativi: Francesco Rosi, con il suo rigore nella denuncia; Elio Petri, visionario e graffiante; Giuseppe Ferrara, severamente fedele alla cronaca e drammaturgicamente efficace.

Ma Sorrentino ha vinto la scommessa perché ha scelto di differenziarsi dai maestri e ha saputo farlo in maniera netta, con uno stile proprio, convincente. Il film, straordinariamente scritto e superbamente diretto, ha due anime. La prima è certamente fedele alla cronaca, la seconda è “cinema” nel senso di invenzione, con delle trovate surreali e grottesche che sarebbero piaciute al genio di Bunuel.

Il montaggio di una delle sequenze iniziali, (“…c’è una brutta corrente...”) vede gli andreottiani arrivare nel palazzo deserto il giorno della nascita del settimo governo Andreotti: si muovono al ralenti, come una gang alla Scorsese, si esprimono con suoni, versi, fischiettii; l’efficace descrizione per immagini vale più di mille parole.

JUNO da Mercoledì 14 Gennaio a Sabato 17 Gennaio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Jason Reitman / USA / Durata: 91min

Media 3.77


Juno MacGuff è una ragazzina di sedici anni che si trova di fronte a quello che si può definire un problema: è incinta. Quindi deve affrontare la prima di una serie di difficili decisioni: abortire o tenere il bambino? E se scegliesse di tenerlo, che farne poi? Decisioni che non avrebbe mai pensato di dover prendere, non così giovane. Cominciano a presentarsi nuovi problemi, situazioni che per forza la fanno crescere. Come dirlo ai propri genitori? Come l’avrebbero trattata gli altri? Dopo una prima idea di abortire senza dire nulla ai suoi, all’ultimo non se la sente e sceglie di portare a termine la gravidanza, solo a patto di trovare una famiglia disposta ad adottare il bambino. Vissuta in una famiglia in cui i genitori si erano separati e il padre risposato, non comprende ancora cosa sia veramente l’amore e, soprattutto, se possa esistere per sempre. E, giustamente, lei non si sente per nulla pronta ad avere un figlio, a dover essere una mamma. Come si potrebbe, a quell’età? ...

TERRE ROSSE da Martedì 20 Gennaio a Martedì 10 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Dennis Dellai / ITA / Durata: 118min

Media 4.55


La sfida è aperta, realizzare un film con un budget di 20 mila euro. Un’ora e mezza di pura regia e recitazione ambientata nelle colline di Thiene nel Vicentino, per raccontare quella che è stata la Resistenza da quelle parti. Una sfida vinta se è vero che del film Terre Rosse si è accorta la critica specializzata, la stessa che ha invitato il regista Dennis Dellai alla rassegna Fischia il vento. La resistenza nel cinema italiano in collaborazione con Università di Venezia, Ca’ Foscari, Tars - Istituto veneziano per la storia della resistenza e della storia contemporanea, anticamera anche del festival Internazionale del Cinema. Dal 2 aprile, assieme al quarantenne cineasta si confronteranno anche i film dei Fratelli Taviani, di Daniele Luchetti, Giuliano Montaldo e Guido Chiesa. Un successo sotterraneo, che ha preso forma soprattutto nella rete web, con un dilagare di opinioni e recensioni che hanno portato il film a vendere in due settimane tremila dvd, riempire le sale cinematografiche della zona e ad essere invitato al festival di Ostia la prossima estate. La formula usata da Dellai è semplice: sponsor privati e pubblici (tra cui il Comune di Thiene e la Regione Veneto), una squadra di attori dilettanti che vogliono mettersi in gioco, come i protagonisti Davide Fiore, Anna Bellato e Leonardo Pompa e poi un esercito di volontari fatto da tecnici, operatori e sceneggiatori, tutti insieme con la voglia di creare qualcosa che resti, per loro e per il pubblico. È la magia del cinema, del fare cinema che sa raccontare anche back stage veri. Come quando durante le riprese nelle contrade pedemontane, casalinghe curiose portavano panini e aranciate alla troupe. Un gruppo appassionato che si è cimentato da professionista in una storia raccontata per tre anni, attraversando mezza provincia di Vicenza, documentando quella che era un pezzo d’Italia davanti al dilemma ’stare con i partigiani o con i fascisti?’. Terre Rosse è un film vero dove si racconta, dopo sessanta anni, quel pezzo di guerra italiana, temperando il mito del partigiano e senza però confondersi con i contestatori della resistenza. Dellai e i suoi cineasti amatori hanno lavorato sicuri davanti alla cinepresa, mostrando che si può fare cinema col cuore, dimostrando che si può far commuovere anche se non ci si chiama Angelia Jolie o Tom Cruise.

http://www.terrerosse.org

 

GONE BABY GONE da Mercoledì 21 Gennaio a Sabato 24 Gennaio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Ben Affleck / USA / Durata: 114min

Media 4.03


"Ho sempre pensato che sono le cose che non scegliamo a renderci quelli che siamo: la nostra città, il nostro quartiere, la nostra famiglia. Per la gente di qui queste cose sono motivo d’orgoglio, quasi fossero un merito. Anime con dei corpi intorno. Città che li racchiudono." Inizia così, puntando dritto al cuore, questo piccolo grande film intriso d'atmosfere da quartiere metropolitano, per raccontare una storia che sembra iniziare come il più classico dei thriller. Nella grande Boston, e più precisamente nel quartiere di Dorchester, due detective vengono incaricati delle indagini sul caso di una ragazzina scomparsa. Una di quegli oltre tremila bambini che scompaiono ogni anno negli Stati Uniti d’America. Ma il caso, che fa girare a vuoto la polizia, trascina i due detective in un intricato labirinto di differenze sociali e corruzione che metterà in gioco le loro stesse vite. Il film è tratto da un romanzo dello stesso autore di Mystic River, Dennis Lehane ed i due film dimostrano di avere molto in comune, dalle atmosfere squallide ed opprimenti all' interessante tema del rapporto uomo - bambino al cui interno si collocano scabrose tematiche legate alla delinquenza dei quartieri poveri d’ America. Un' America che già dalle prime inquadrature è fortemente chiamata in causa grazie alle immagini delle bandiere che sventolano fuori dalle case e che fanno trasparire un misto di placido abbandono e rassegnata accettazione.

MACHAN da Mercoledì 28 Gennaio a Sabato 31 Gennaio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Umberto Pasolini / ITA / Durata: 110min

Media 3.84


Mentre lavorava in Australia e faceva i conti con gli impossibili ego delle star di Hollywood, Uberto Pasolini si è imbattuto per caso in un flash di agenzia che riportava la notizia di una storia tanto incredibile quanto vera. Un gruppo di 23 uomini cingalesi facendosi passare per la Nazionale di Palla a mano dello Sri Lanka, erano giunti in Germania per disputare un torneo e poi scomparire in Baviera. Il servizio diceva che il viaggio della presunta squadra non era stato autorizzato dalle autorità di Colombo, e che la composizione della squadra era rimasta avvolta nel mistero e che di loro si erano perse (come lo sono tutt’ora ) le tracce (dal pressBook del film). Uberto Pasolini il regista esordiente di questa pellicola è un nome che ci è sconosciuto anche se all’anagrafe risulta essere figlio d’arte e uomo del settore per essere il nipote di Luchino Visconti; egli ci diventa già più noto se lo accostiamo e ricordiamo per il fatto che é stato il produttore del celebre film inglese "Full Monthy". In questa storia invece diventa neo regista, ma certo non sprovveduto a la lezione di Full Mounty si sente e si vede in tutto il film. Come in Full Mounty pur in presenza di temi difficili, saggiamente il testo non vuole esercitarsi nell’arte della denuncia, o della polemica politica, o della rabbia per le disparità del mondo del Nord con quello del Sud. Siamo dentro la commedia e il tono del racconto é scherzoso e a volte perfino grottesco. Il regista punta sul sorriso malinconico, facendo emergere desideri, delusioni,...

PERSEPOLIS da Mercoledì 04 Febbraio a Sabato 07 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di V.Paronnaud-M.Satrapi / FR / Durata: 95min

Media 3.81


Potrebbe apparire inappropriato presentare al pubblico di un cineforum un film che qualcuno non esita ancora a definire disegno animato. Eppure con Persepolis, tratto dall’omonima autobiografia a fumetti di Marjane Satrapi (qui nelle vesti di co-regista), ci troviamo dinnanzi ad un’opera “adulta”. Innanzitutto dal punto di vista narrativo, perché si presenta come un particolare romanzo di formazione rinchiuso in un lungo flash-back che si apre e si chiude all’aeroporto di Parigi: l’infanzia di una bambina iraniana, piena di ironia e coraggio, tra la caduta dello Scià e la presa del potere da parte dei fondamentalisti; l’adolescenza curiosa e critica che deve convivere con la paura quotidiana dei bombardamenti; gli anni del liceo a Vienna per allontanarsi dalla repressione teocratica, che conducono però a contatto con pregiudizi e sospetti tali da spingerla verso la solitudine; le differenti delusioni sentimentali e ideologiche, fino al ritorno in Iran per trovare un matrimonio fallimentare e l’impatto sempre più duro con il fanatismo, elementi che la inducono a partire definitivamente per la capitale francese. 

VICKY, CRISTINA BARCELONA da Mercoledì 11 Febbraio a Sabato 14 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Woody Allen / USA / Durata: 90min

Media 3.49


Ancora una volta Woody Allen sceglie di esplorare i rapporti umani e la loro complessità, le loro evoluzioni, le trasformazioni e la natura dell’amore e lo fa mettendo in scena un appassionante triangolo amoroso allargato.

Dopo la parentesi britannica, il regista rimane in Europa e sceglie come ambientazione di questa movimentata pellicola il calore e la solarità della penisola iberica, muovendosi tra la più nota Barcellona e la bellissima Oviedo. Lo sguardo attraverso cui si scopre l’animata città spagnola, tra le vie colorate, caratteristici locali e l’architettura di Gaudì, è quello di due giovani turiste americane, due amiche di carattere opposto, l’una interessata alla cultura catalana, l’altra attenta a scovare angoli più o meno famosi attraverso la fotografia. Vicky (Rebecca Hall) è una ragazza tranquilla, razionale, sicura di sé e di ciò che vuole dalla vita, prossima al matrimonio con l’uomo perfetto; Cristina (interpretata da Scarlett Johansson, ormai musa alleniana, a proposito della quale il regista ha dichiarato: “Ogni tanto, nella mia carriera, trovo un’attrice che mi ispira e che mi spinge a scrivere dei ruoli apposta per lei”) è al contrario impulsiva e irrazionale, reduce da una relazione deludente e sempre alla ricerca di nuove passioni e travolgenti emozioni.

 

IL PAPA' DI GIOVANNA da Mercoledì 18 Febbraio a Sabato 21 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Pupi Avati / ITA / Durata: 104min

Media 3.98


“Da qualche tempo ho messo in atto una riflessione sulla figura paterna avvertendo che nel corso degli anni si è andata via via sempre più sbiadendo…Oggi ho incentrato la mia attenzione su quella corsia preferenziale che intercorre fra una figlia e il di lei padre. Rapporto strettissimo, di grande complicità, che ho sperimentato sulla mia pelle nella mia esperienza di padre”.

Così Pupi Avati ha presentato il suo ultimo film “Il papà di Giovanna” alla 65° Mostra del Cinema di Venezia La vicenda narrata è drammatica: un padre amando in modo sbagliato l’unica figlia ne provoca indirettamente la tragedia.

Sin da piccola la convince di essere superiore alle altre compagne ed in tal modo la rende completamente indifesa rispetto alle amare delusioni dell’esistenza soprattutto nel rapporto con gli altri. Giunge addirittura a non rispettare le regole più elementari della sua professione, promettendo una promozione ad un immeritevole allievo purché questi si dimostri carino con Giovanna.

Fra l’altro è anche colpa del professore se la moglie, Francesca Neri, si sente estranea in famiglia a causa del rapporto troppo esclusivo tra padre e figlia.

THE HURT LOCKER da Mercoledì 25 Febbraio a Sabato 28 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Kathryn Bigelow / GB / Durata: 127min

Media 3.55


Un film con le palle!

Scusate il francesismo ma è giusto chiarire da subito questa semplice affermazione che risulta sicuramente inusuale se legata al fatto che dietro la macchina da presa si trovi una splendida signora.

Di certa Kathryn Bigelow, inizialmente conosciuta come ex moglie di James Cameron (Tinanic, Terminator, etc.) ci aveva già abituato a film adrenalinici e testosteronici (su tutti Point Break) ma con questo film sembra proprio voler raggiungere l'apice. Vuoi per il tema della guerra in Iraq, vuoi per le splendide scene di tensione create, vuoi per il sudore dei giovani marines che sembra impregnare la pellicola, l'impressione generale è quella di una grande realismo da soldato di prima fila. Pur non trascurando molte componenti che regalano un'atmosfera quasi surreale ad alcune sequenze (mi riferisco ai rallenty molto particolari e all'uso dei suoni) nel complesso quest'opera restituisce un senso di crudo realismo e appare quasi negare tutta l'emotività legata ai personaggi.

CHANGELING da Mercoledì 04 Marzo a Sabato 07 Marzo
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Clint Eastwood / USA / Durata: 140min

Media 4.64


Los Angeles, marzo 1928. In una mattinata di sabato Christine Collins, una giovane donna che lavora in un centralino, lascia a casa da solo il giudizioso figlio Walter che ha avuto da un uomo che li ha abbandonati. Al ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta: il bambino non c'è più e di lui si è persa ogni traccia. Finché, 5 mesi dopo, la polizia locale che non gode di buona reputazione, sembra aver risolto il caso.

Consegna infatti a Christine un bambino che dice di esser Walter e che un po' gli assomiglia. La madre è però certa che non si tratti di suo figlio ed è supportata in questo anche da altre persone che lo conoscevano bene, a partire dalla maestra. Le autorità di polizia, sostenute da un'opinione pubblica desiderosa di rassicuranti lieto fine, insistono nella loro versione fino a decidere di internare Christine attribuendole disturbi mentali che l'avrebbero spinta a non riconoscere nel sedicente Walter il proprio figlio.

Christine però non si arrende e, sostenuta dal reverendo Guistav Briegleb, continua a lottare perché le ricerche di Walter continuino. La sinossi che avete appena letto sembrerebbe essere il frutto della creatività di un buon sceneggiatore di Hollywood invece si tratta della pura e semplice realtà. Una realtà che lo sceneggiatore J. Michael Straczynski ha riportato in luce grazie alla segnalazione di un amico che lo ha informato che numerose carte processuali di cause tenutesi negli anni Venti a Los Angeles stavano per andare al macero e che, tra queste, c'erano gli atti di un processo che avrebbe potuto interessargli.

GIU' AL NORD da Mercoledì 11 Marzo a Sabato 14 Marzo
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Dany Boon / FR / Durata: 106min

Media 4.05


Campione di incassi in Francia, un successo travolgente al botteghino con più di 21 milioni di spettatori e 140 milioni di euro di incasso, superando il record detenuto dal Titanic. “Bienvenue chez les ch'timi” (questo è il titolo originale) è un film che gioca con i pregiudizi dei francesi, capaci per una volta di non prendersi troppo sul serio.

Una commedia sui luoghi comuni, sulle differenze culturali e linguistiche tra il nord e il sud della Francia. Quando si parla di questo Nord però i francesi non individuano tutto il settentrione del paese. Regioni come la Normandia e la Bretagna, mete turistiche per antonomasia, ne sono escluse.

I luoghi inospitali, freddi, abitati da gente rude e poco socievole, dai gusti culinari poco raffinati (altro che nouvelle cousine!) e che amano alzare il gomito sono quelli sopra Parigi, in particolare nella regione del Nord-Pas de Calais.

Il regista, sceneggiatore e coprotagonista è Daniel Boom, conosciuto in Italia grazie a “Il mio migliore amico” di Patrice Leconte, originario proprio della regione del Nord-Pas.

RACHEL STA PER SPOSARSI da Mercoledì 18 Marzo a Sabato 21 Marzo
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Jonathan Demme / USA / Durata: 116min

Media 2.6


Uscita dal centro di riabilitazione per partecipare al matrimonio della sorella maggiore, Kym travolge l'apparente pace familiare con la sua problematica esuberanza.

Tra riunioni di tossicodipendenti anonimi, preparativi nuziali, incomprensioni e liti, affronterà il drammatico episodio che ha segnato la vita di tutta la famiglia. Lungi dall'essere solo l'assistente del Diavolo che veste Prada, Anne Hathaway si era già confrontata con il genere drammatico e con un ruolo "al limite" e "fuori controllo" nell'indipendente Havoc.

Curiosamente, sebbene non ci siano legami se non qualche coincidenza nella carriera dei registi, il film di Barbara Kopple sembra costituire una premessa all'opera cinematografica di Jonathan Demme.

COME DIO COMANDA da Mercoledì 25 Marzo a Sabato 28 Marzo
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Gabriele Salvatores / ITA / Durata: 103min

Media 3.78


In una landa desolata del Nord-Est Italia, tra cave di pietra, case sparse e anonimi centri commerciali, vivono un padre e un figlio. Rino Zena, disoccupato e ostinato, educa Cristiano, un adolescente timido e irrequieto che i compagni schivano e le ragazzine umiliano.

Soli contro il mondo e contro tutti, hanno un solo amico: Quattro Formaggi, un disgraziato offeso da un incidente con i fili dell'alta tensione e ossessionato da Dio, dal presepio e da una biondissima pornodiva.

Uniti da un amore viscerale, Rino e Cristiano tirano avanti un'esistenza orgogliosa che reagisce alla prepotenza del prossimo e all'ingerenza dei servizi sociali. 

AUSTRALIA da Mercoledì 01 Aprile a Sabato 04 Aprile
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Baz Luhrmann / A / Durata: 144min

Media 4.3


Che cos’è il cinema postmoderno? Australia di Baz Luhrmann consente di rispondere a questa domanda.

Il concetto di postmoderno è un passepartout (chiave che permette di aprire molte o tutte le porte di un edificio); è quindi applicabile a tutte le forme in cui si esprime la produzione culturale: dalla letteratura all’architettura fino ad arrivare all’oggetto del nostro interesse ovvero al cinema.

L’autore postmoderno, a differenza delle Avanguardie del ‘900, non rifiuta il moderno, ma lo riutilizza: lo fa a pezzettini e ne ricompone i frammenti dando vita a puzzle più simili alla creatura di Frankestein che a noiosi giochi da tavola. L’autore postmoderno non è un demiurgo che crea dal nulla, ma piuttosto un demiurgo ‘riciclone’: l’arte della ricomposizione postmoderna richiede notevoli doti di mimesi (per rifare il moderno), di ritmo e fluidità (per evitare l’effetto puzzle), gusto per il paradosso e totale assenza del senso del pudore.

PRANZO DI FERRAGOSTO Venerdì 17 Aprile 2009
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Gianni Di Gregorio / ITA / Durata: 75min

Media 4.19


Gianni ha un lavoro: occuparsi dell'anziana madre, una nobildonna decaduta, capricciosa e un tantino opprimente. Madre e figlio vivono soli in un fatiscente appartamento nel centro di Roma e faticano a tirare avanti, ricoperti di debiti come sono.

Nel bel mezzo dell'afa estiva Alfonso, l'amministratore, si presenta alla loro porta per riscuotere quanto gli è dovuto, ma propone a Gianni l'estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme.

SI PUO' FARE Sabato 18 Aprile 2009
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Giulio Manfredonia / ITA / Durata: 111min

Media 4.71


Milano, primi anni '80. Nello è un sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo. Ritenuto scomodo all'interno del sindacato viene allontanato e "retrocesso" al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un'associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali.

Trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli coinvolgendoli in un lavoro di squadra. Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura,

Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un'attività innovativa e produttiva.
"La follia è una condizione umana" dichiarava Basaglia, psichiatra. "In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla". Prima dell'introduzione in Italia della "legge 180/78", detta anche legge Basaglia, i manicomi erano spazi di contenimento fisico dove venivano utilizzati metodi sperimentali di ogni tipo, dall'elettroshock alla malarioterapia.

I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Domenica 19 Aprile 2009
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Un film di Giuliano Montaldo / ITA / Durata: 118min

Media 4.11


In un giorno di nebbia del 1860, Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij varca la soglia dell'ospedale psichiatrico di San Pietroburgo per incontrare un presunto folle, Gusiev, che lo ha contattato per lettera.

Al suo amato scrittore, il giovane confessa, pentito, di aver fatto parte del gruppo terroristico che ha da poco assassinato il principe e che sta preparando l'omicidio del granduca.

Il progetto prevede l'annientamento dell'intera famiglia imperiale e il solo modo per sventarlo è fermare il capo dei rivoltosi, una donna di nome Aleksandra.

Sconvolto da questa notizia, pressato dall'aguzzino a cui deve consegnare un romanzo entro cinque giorni, Dostojevskij ingaggia una lotta con i suoi demoni: la colpa, il dubbio, il passato, la malattia.