< VICKY, CRISTINA BARCELONA

Un film di Woody Allen / USA / Durata: 90min

da Mercoledì 11 Febbraio a Sabato 14 Febbraio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Media 3.49


La nostra recensione:
di Sara Campana
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Ancora una volta Woody Allen sceglie di esplorare i rapporti umani e la loro complessità, le loro evoluzioni, le trasformazioni e la natura dell’amore e lo fa mettendo in scena un appassionante triangolo amoroso allargato. Dopo la parentesi britannica, il regista rimane in Europa e sceglie come ambientazione di questa movimentata pellicola il calore e la solarità della penisola iberica, muovendosi tra la più nota Barcellona e la bellissima Oviedo. Lo sguardo attraverso cui si scopre l’animata città spagnola, tra le vie colorate, caratteristici locali e l’architettura di Gaudì, è quello di due giovani turiste americane, due amiche di carattere opposto, l’una interessata alla cultura catalana, l’altra attenta a scovare angoli più o meno famosi attraverso la fotografia. Vicky (Rebecca Hall) è una ragazza tranquilla, razionale, sicura di sé e di ciò che vuole dalla vita, prossima al matrimonio con l’uomo perfetto; Cristina (interpretata da Scarlett Johansson, ormai musa alleniana, a proposito della quale il regista ha dichiarato: “Ogni tanto, nella mia carriera, trovo un’attrice che mi ispira e che mi spinge a scrivere dei ruoli apposta per lei”) è al contrario impulsiva e irrazionale, reduce da una relazione deludente e sempre alla ricerca di nuove passioni e travolgenti emozioni. Le due intraprendono il viaggio, l’una alla ricerca di materiale per un tesi di master, l’altra di caratteristici angoli nascosti da fotografare, ma la loro tranquilla vacanza si trasforma velocemente in una movimentata avventura che animerà in modo inaspettato la loro estate, quando nella vita delle due giovani entra l’affascinante e passionale pittore Juan Antonio (un eccezionale Javier Bardem, perfetto anche nei panni dell’artista bohemien).

Il seduttore irrefrenabile, follemente tormentato dal sentimento misto di attrazione e repulsione nei confronti della sua ex moglie e alla ricerca di avventure per dimenticarla, con una sorta di proposta indecente darà una svolta e sconvolgerà l’estate delle due turiste americane. È con l’entrata in scena dell’affascinante artista che nello spettatore nasce la curiosità e l’attesa di capire e sapere se, e per quanto, le due ragazze, che incarnano l’una il lato razionale e l’altra quello passionale dell’amore, rimarranno salde nelle loro posizioni o in che modo le cambieranno. Juan Antonio corteggia le giovani in maniera navigata e maliziosa e loro si lasciano sedurre e quasi manipolare da lui. La passionalità, sensualità e focosità tipicamente spagnoli si respirano durante tutta la proiezione, ma la vera svolta è l’entrata in scena della quarta protagonista del menage, l’ex moglie del pittore, l’esuberante e sanguigna Maria Elena (una sensualissima Penelope Cruz, che diretta dal regista newyorkese convince come sotto le mani di Almodovar), che riesce ad alterare e sconvolgere nuovamente e definitivamente gli equilibri creati nel trio. L’alchimia tra i due connazionali ruba letteralmente la scena a tutto ciò che sta loro attorno: veniamo trascinati con piacere nel difficile rapporto tra i due artisti spagnoli e rapiti dai loro folgoranti, graffianti e divertenti dialoghi e battibecchi.

Attraverso il burrascoso e passionale rapporto tra i due, Allen sembra voler mostrare come ogni rapporto, anche il più travolgente, sia destinato a deteriorarsi e logorarsi per poi finire. Attraverso i quattro personaggi e le loro relazioni, immersi nella solare e colorata cornice spagnola, tra vino e chitarre, Allen analizza la giostra dei sentimenti e le sfaccettature dei rapporti sentimentali, i matrimoni borghesi, l’amore libero, l’intrigo saffico, la passione irrazionale, il tradimento e il ménage a trois. Unica nota stridente della riuscita commedia Vicky Cristina Barcelona è forse la voce fuori campo, che talvolta sottolinea in maniera un po’ troppo didascalica e ridondante i personaggi e le loro vicissitudini, ma è un dettaglio che non toglie troppo alla godibile pellicola. Talvolta Allen viene accusato di tornare sempre sullo stesso tema, ma non si può non rimanere affascinati dalla sua straordinaria abilità nel riuscire sempre a scandagliare il complesso mondo delle relazioni umane in modo sempre nuovo e mai banale