< SETTE ANIME

Un film di GABRIELE MUCCINO / USA / Durata: 118min

da Mercoledì 09 Dicembre a Sabato 12 Dicembre
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Media 4.22


La nostra recensione:
di Alessandra Sperotto
icon pdf

“In sette giorno Dio ha creato il mondo, in sette secondi io ho distrutto il mio”.
A due anni dall'uscita del film “La ricerca della felicità”(2006) così si apre la seconda collaborazione artistica tra la star di colore Will Smith e Gabriele Muccino nel film Sette anime. Will Smith è Ben Thomas, un uomo che ha commesso un tragico errore e che per questo non riesce a darsi pace.
Per espiare la sua colpa decide, fingendosi un impiegato del fisco, di aiutare sette persone a caso accomunate solo dal fatto di essere, per un motivo o per un altro, in serissime difficoltà fisiche.
Il piano di Ben è studiato fin nei minimi dettagli, compresa la sua conclusione, che verrà però messa in dubbio dal suo imprevisto innamorarsi di una delle sette persone, Emily Posa (Rosario Dawson), che ha deciso di aiutare. Muccino coglie l'occasione di fornire un'interessante riflessione relativa ai legami tra la vita, la morte e il grande potere dell'amore altruista. In un mondo intriso fino all’inverosimile di superficialità, egoismo, leggerezza, mancanza di ideali, incapacità di provare sensi di colpa per qualsiasi azione commessa, “Sette anime” spalanca le porte ad una serie di considerazioni che oggi più che mai ogni individuo dovrebbe fare o tornare a fare.
Meditare su certe cose può essere faticoso e a tratti può fare anche male. In effetti nel film non mancano momenti di nervosismo, incertezza, tensione, paura ben espressi ed interpretati da Will Smith. Commovente è pure l'interpretazione di Rosario Dawson, bellissima nella costante sofferenza che il suo volto è in grado di sostenere per tutto il film. Muccino mostra tutto il suo talento nella direzione degli attori: gli interpreti non recitano mai sopra le righe, incluso Woody Harrelson nei panni di un pianista cieco.
La narrazione inizia a metà dello sviluppo e ci vogliono quasi tre quarti d'ora prima che si riesca a mettere insieme qualche pezzo della vicenda. Gli eventi appaiono del tutto scollegati e c'è un abbondante uso di flash back . E' chiaramente una scelta registica mirata a tenere impegnato il pubblico nella ricostruzione della storia per alleggerirne l'impatto psicologico e spirituale. Sette anime non è un film che si sofferma a sviluppare e descrivere la situazione della sanità americana, ma il pensiero dello spettatore corre spontaneamente alla recente riforma operata da Obama, che consentirà nell’arco di dieci anni di estendere la copertura sanitaria a quasi tutti i cittadini americani, oltre a impedire pratiche assicurative assai controverse come il rifiuto di fornire copertura a persone già ammalate.
Sette anime è in parte ispirato ad una storia vera: quella di un tecnico della Nasa ossessionato dai sensi di colpa per la morte, nel 2003 di sette astronauti nell'esplosione dello Shuttle Columbia. Il titolo originale Seven Pounds fa riferimento all'opera shakespeariana“Il mercante di Venezia” che chiedeva ad Antonio una libbra di carne umana per estinguere il suo debito. Il perchè di tale riferimento al romanzo sarà comprensibile soltanto alla fine. Un film dalla struttura complessa ma che sarà facile ricordare ed amare. Forse è per questo che molta critica ha storto il naso.
Si è parlato tanto di storia surreale e poco credibile ma è proprio qui che dovrebbe esserci la profonda riflessione. Sempre più raramente al giorno d’oggi si incontra qualcuno che si sente indegno di continuare a vivere perché responsabile della morte di una persona, più facilmente prevale la tesi giustificazionista. Gabriele Muccino ha scelto una via complicata e rischiosa per ricordarci che la vita non è tutta un cinepanettone e che non è vero che guardando un film ci si debba per forza solo e soltanto divertire.