< BENVENUTI AL SUD

Un film di LUCA MINIERO / ITA / Durata: 102min

da Mercoledì 19 Gennaio a Sabato 22 Gennaio
Ore 20:45 / Ingresso riservato ai tesserati Cineforum

Media 4.04


La nostra recensione:
di Alessandra Sperotto
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Benvenuti al Sud è un film del 2010 diretto da Luca Miniero, remake del film comico francese Giù al Nord, grande successo sia in Francia che in tutta Europa, basato sulle stranezze della lingua parlata nella regione di Calais e sui pregiudizi sulla popolazione locale, gli Ch’tis, dai quali prende il titolo il film originale "Bienvenue chez les Ch'tis".

Alla presentazione del film al Festival di Cannes, il protagonista francese Dany Boon aveva già annunciato che la pellicola sarebbe stata riadattata in Italia e negli Stati Uniti. Come nell’originale francese in Benvenuti al Sud Alberto Colombo, è direttore dell'ufficio postale di un paesino in Brianza e dopo il rigetto della sua domanda di trasferimento a Milano in quanto preceduto in graduatoria da un collega disabile, si finge, anche lui, paralitico per tentare di ottenere l'agognato trasferimento ed esaudire così il desiderio della moglie di vivere nel capoluogo della Lombardia. Quando viene scoperto il suo inganno - svelato da lui stesso, perché ingenuamente si alza in piedi alla presenza dell'ispettore inviato a controllare il suo handicap motorio - Alberto viene trasferito nel paese di Castellabate, in provincia di Salerno.

Nella nuova sede di lavoro Alberto, con l'aiuto del portalettere Mattia e degli altri colleghi, scopre la bellezza del Sud d'Italia, superando i propri pregiudizi e i luoghi comuni. Benvenuti al Sud ha in larga parte la stessa trama e molti dei dialoghi dell'originale francese, ha modificato però alcune situazioni per renderle più aderenti agli stereotipi italiani.

Ad esempio, in entrambi i film il protagonista non desidera che la propria moglie si trasferisca presso la sua nuova sede di lavoro e per dissuadere la donna, gli amici inscenano una rappresentazione esagerata delle abitudini locali secondo i più diffusi pregiudizi; ma mentre nella versione originale francese la moglie del protagonista che visita il Nord è coinvolta in una serie di eccessi alcolici secondo lo stile di vita della popolazione locale da lei ritenuta "selvaggia", nel film italiano la donna, convinta che la criminalità regni sovrana nel Sud d'Italia, si ritrova circondata da una scorta armata, composta dai colleghi, ormai amici, del marito, che inscenano false sparatorie.In Benvenuti al Sud il regista prevede uno smascheramento dell'eterna e fossilizzata zuffa tra nordisti e sudisti, polentoni e terroni. Il metodo prescelto è quello di un ping pong sarcastico, con i luoghi comuni che s'infrangono l'uno dentro l'altro e servono essenzialmente per inanellare una serie di gag accurate.

Claudio Bisio è sicuramente in forma nel tratteggiare le paure del dirigente delle Poste Alberto rievocando con una certa grazia lo spirito delle commedie del Neorealismo rosa anni Cinquanta, il film risulta gradevole e scorrevole per gran parte del percorso. In prima linea agisce il postino innamorato e mammone, un personaggio di giusti sottotoni e calibrate timidezze che dimostra la concentrazione di Alessandro Siani. Ma altrettanto incantatori di pubblico sono Giacomo Rizzo, Angela Finocchiaro e Nando Paone, insieme contribuiscono a conferire al film un misto d'ingenuità e malizia. Un merito non secondario dell'operazione è, insomma,quello di rivolgersi al grande pubblico senza cedere alle consuete scorciatoie sguaiate e scontate. L'idea dei film Giù al nord e Benvenuti al Sud riprende in realtà un vecchio tema, quello delle differenze tra aree geografiche di uno stesso paese. Nel 1956 infatti in Totò, Peppino e… la malafemmina Antonio e Peppino devono andare da Napoli a Milano e prima di intraprendere il viaggio chiedono consiglio al vicino di casa che da giovane fu militare proprio a Milano. Allo stesso modo nei due film gemelli il direttore delle poste chiede consiglio ad amici.

Altro importante tormentone è la difficoltà di comprensione: Totò e Peppino per farsi capire da un ghisa milanese provano a parlare un mix di francese, spagnolo e tedesco nei nostri due film recenti sono gli abitanti dei luoghi di ambientazione che parlano una lingua incomprensibile al protagonista che dovrà adattarsi e fare di necessità virtù. Visto il grande successo di questo film, è stato annunciato il sequel dal titolo Benvenuti al Nord. Sarà scritto da Luca Miniero e da Massimo Gaudioso.