< I MUPPET

Un film di James Bobin / USA / Durata: 103min

Domenica 26 Febbraio 2012 Ore 15:00 - 17:00 / Biglietto intero 6.00 € / Biglietto ridotto 5.00 €

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La nostra recensione:
di Marianna Cappi

Gary e Walter sono fratelli, affezionati e simili, nonostante il primo cresca e il secondo no. Walter è anche un grandissimo fan del Muppet Show e coltiva il sogno impossibile di farne parte, un giorno. Quando Gary e la fidanzata Mary, durante una vacanza a Los Angeles, accompagnano Walter a visitare i Muppet Studios, però, la delusione è inferiore solo alla preoccupazione. Non solo il luogo cade a pezzi, dimenticato, ma uno scellerato petroliere vuole raderlo al suolo per piazzarci le sue trivelle. Solo un telethon che raccolga dieci milioni di dollari può salvare i Muppet Studios.
Distanti tredici anni dalla loro ultima apparizione sul grande schermo, I Muppets si autodichiarano un pezzo di storia da salvare, ma la splendida notizia è che non si limitano a lanciare un appello bensì fanno di tutto per dimostrare il loro valore e l'intatta qualità della loro proposta artistica.
È un film in dolce discesa, che parte da un prologo che è il contenitore toccante di un'idea illuminata –un uomo e un muppet fratelli- e scende lungo la storia del cinema verso un finale televisivo, reiterato e un po' stucchevole, ma non per il palato goloso dei più piccoli o per quello mai sazio dei fan.
Walter e Kermit, quasi Blues Brothers, devono rimettere insieme il gruppo, lottando contro il tempo, e non è un'impresa scontata: Fozzie suona in una cover-band di bulli disonesti che si fanno chiamare Mooppets,

Animal è in terapia presso Jack Black per il contenimento della rabbia, Gonzo è un magnate degli impianti idraulici, Miss Piggy la direttrice di Vogue Francia, assistita da Emily Blunt, già schiava dei capricci di un'altra Vogue boss dello schermo, vestita Prada. Finisse qui, col contorno di Chris “Tex Richman” Cooper e dei suoi due scagnozzi, saremmo solo nel reame della “cosmesi”, con i Muppets affittati per scopiazzare le avventure altrui. Invece, la sapienza di questo film è quella di non perdere mai il centro e di tenere saldi in quella posizione i due protagonisti: Walter, un muppet che non ha ancora scoperto il proprio posto nello show, e Gary, un uomo che continua a sentirsi più muppet che umano.

È la coppia ibrida la cifra dei Muppets e gli autori lo sanno. Omaggiando nell'estetica i classici Disney (qui coinvolta dietro le quinte), da Mary Poppins a Eliot, da Pomi d'ottone al recente Come d'incanto (con la stessa Amy Adams), i Muppets si confermano fuori dal tempo e dentro la magia, imperituri. Gli altri attori invecchiano, loro no. Una potenza straordinaria, questa, bilanciata soltanto dalla loro proverbiale e ironica umiltà: così, se prima il loro show ospitava le vecchie glorie, oggi fa posto alle stelle novelle.
E in questo can can che disserta allegramente dell'identità da trovare e dell'appartenenza da accettare, un colpo di genio ha nome e cognome: Jim Parsons, il più grande ibrido uomo-muppet della sua generazione.

 

tratto da Mymovies.it