< L'INCREDIBILE STORIA DI WINTER IL DELFINO

Un film di Charles Martin Smith / USA / Durata: 113min

Domenica 04 Marzo 2012 Ore 15:00 - 17:00 / Biglietto intero 6.00 € / Biglietto ridotto 5.00 €

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La nostra recensione:
di Giancarlo Zappoli

2006. Mentre nuota libero, un giovane delfino rimane impigliato in una trappola per granchi e riporta gravi ferite alla coda. Viene soccorso e trasportato al Clearwater Marine Hospital, dove gli viene dato il nome Winter. Ma la sua lotta per sopravvivere è solo all’inizio.

La perdita della coda può costargli la vita e saranno necessarie l’esperienza di un appassionato biologo marino, l’ingegno di un brillante medico esperto di prostetica e l’incrollabile devozione di un ragazzo di nome Sawyer per portare a compimento un miracolo - un miracolo che non solo ha salvato Winter, ma è riuscito ad aiutare migliaia di persone in tutto il mondo.


Da tempo mancava sugli schermi cinematografici del nostro Paese un film per ragazzi girato ‘alla vecchia maniera’. Che cosa si intende con questa definizione? Ci si riferirisce ad un’opera cinematografica che si mette ad altezza di sguardo di un preadolescente e racconta di un molteplice superamento di handicaps con quel tanto di retorica che in questi casi diventa quasi indispensabile ma anche con dei precisi riferimenti alla realtà.
 Perché qui non siamo in compagnia dell’ennesimo emulo del famosissimo (a partire dagli anni Sessanta ) Flipper quanto piuttosto di fronte a dei bisogni profondi. Perché se a Sawyer manca il padre che lo ha abbandonato da tempo ed è ora irreperibile, per la sua nuova e loquace amica Hazel è la morte della madre a pesare sull’esistenza.

Per Winter invece il dover essere privo della coda diventa un limite apparentemente insuperabile. Ma non sono solo i protagonisti di questa storia (che potrebbe sembrare troppo edificante per colpire davvero al centro) a trarre beneficio dai fatti. Lo è anche una nazione incuneata in una guerra assurda (leggi Iraq) che vede tornare a casa i propri figli menomati agli arti ad ampliare la prospettiva.


Come a volte e per fortuna ancora accade una ricerca finalizzata ad un esito specifico produce un beneficio ad altri soggetti. La guaina creata per attaccare la protesi a Winter ha risolto i problemi di molti reduci amputati e non solo di loro. Le ultime immagini del film ci mostrano riprese documentaristiche e, al contempo, ci immergono in una realtà di sofferenza (anche infantile) oltre che mostrarci come i veri protagonisti non fossero poi così belli come il cinema ha voluto che li immaginassimo.

Se dobbiamo trovare un difetto al film lo possiamo individuare nell’uso del 3D che risulta praticamente superfluo. Le scene girate nell’oceano sono davvero poche e per vedere la storia di un delfino che vive in una vasca di un centro di recupero per animali acquatici le tre dimensioni servono a poco.



tratto da Mymovies.it