< BOXTROLLS - LE SCATOLE MAGICHE

Un film di Anthony Stacchi / USA / Durata: 100min

Domenica 23 Novembre 2014 Ore 15:00 - 17:00 / Biglietto intero 6.00 € / Biglietto ridotto 5.00 €

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La nostra recensione:
di Marianna Cappi

La società di Pontecacio è guidata da Lord Gorgon-Zole e dai suoi pochissimi sodali (l'élite in tuba bianca), e terrorizzata dalle leggende spaventose sui Boxtrolls che l'invidioso Archibald Arraffa sparge senza sosta da più di dieci anni.

Con l'aiuto dei suoi tirapiedi, Arraffa si propone infatti di sterminare fino all'ultimo membro dei Boxtrolls, una comunità gentile e ingegnosa, e di poter ambire così al privilegio di possedere una tuba bianca e sedere al tavolo dei formaggi più saporiti del mondo.

Non ha fatto però i conti con Uovo, il ragazzino cresciuto sottoterra dai Boxtrolls, né con Winnie Gorgon-Zole, sua coetanea, stanca dell'insensibilità del padre e decisa a scoprire tutta la verità sulle "terribili" creaturine che hanno imposto il coprifuoco alla città e movimentato il suo immaginario.
Dopo Coraline e La Porta Magica e ParaNorman, lo studio LAIKA "anima" (in stop motion) alla propria maniera il libro di Alan Snow "Here Be Monsters!" ed è difficile pensare che si potesse fare meglio.

Come già nei titoli precedenti, il mondo di riferimento è diviso in due e la barriera di separazione non è mai tanto fisica quanto ideologica. Timidi al punto da vivere dentro le scatole di cartone che un tempo contenevano oggetti o alimenti, i Boxtrolls sono a loro volta collezionisti indefessi di rifiuti che poi però trasformano in nuove invenzioni. Una premessa che anticipa tematicamente la venuta dell'unico eroe possibile: il freak, l'ibrido umano/non umano, colui che non ha tradizione né dunque pre-giudizio e può farsi motore di una rivoluzione della specie.

Generato da un padre inventore e cresciuto da un boxtroll di nome Fish, Uovo è il tramite perfetto per "passare all'altro mondo" e dare una raddrizzata ad una mentalità storta e cristallizzata, mantenuta tale da chi ne trae il proprio comodo.
Salta all'occhio, in breve, la forte continuità del terzo film con la storia cinematografica dello studio, oltre che la sintonia tematica con un altro progetto di animazione recente e particolarmente riuscito qual è Hotel Transylvania.

Si conferma qui anche la scelta tecnica de 3D stereoscopico, già in fase di concezione e fotografia del film.

Detto questo, a fare però di Boxtrolls qualcosa di piacevolmente unico, è l'aspetto visivo: un colorato ensemble di costumi vittoriani e immaginario steampunk, vicino a Burton e Selick ma più chiaro e leggero, ammorbidito e profumato dal vizio ghiottone del formaggio, che ispira anche l'esilarante canzone finale del Monty Phyton Eric Idle.



tratto da Mymovies.it