< QUA LA ZAMPA

Un film di Lasse Hallström / USA / Durata: 120min

Domenica 02 Aprile 2017 Ore 15:00 - 17:00 / Biglietto intero 6.00 € / Biglietto ridotto 5.00 €

Media 4.6


La nostra recensione:
di Giancarlo Zappoli

Nel 1962 Ethan (8 anni) e la sua mamma salvano un cucciolo di Goldenretriever che hanno trovato ferito e abbandonato a cui danno il nome di Bailey.

Il padre del bambino non condivide l'idea ma Ethan e Bailey cresceranno insieme fino a quando il cane morirà.

Ma la reincarnazione non tarderà e avrà modo di ripetersi come ci narra Bailey stesso riflettendo su quale sia il suo scopo.
In un mondo come quello contemporaneo che non ci risparmia pessime notizie quotidiane il bisogno di sentirsi narrare fiabe non va letto come un cedimento alla retorica o un regresso all'età infantile.

Risulta quindi inutile se non addirittura sterile criticare Hallström per la sua vocazione a questa tipologia della narrazione. Se in un passato abbastanza recente ha avuto a disposizione la storia vera di Hachiko - Il tuo migliore amico grazie alla quale ha fatto piangere milioni di spettatori, in questa occasione ha potuto tornare a parlare di cani basandosi sul bestseller di W.Bruce Cameron "Dalla Parte di Bailey". 


Colui che ama i cani ed è consapevole della durata massima della loro vita sa che, rispettando il calcolo delle probabilità, anche se ha preso il suo esemplare in età da cucciolo dovrà separarsene per cause naturali. La durata media di un Goldenretriever è di 12 anni ma (qui sta l'escamotage narrativo che offre originalità al libro e al film) Bailey può reincarnarsi cambiando aspetto ed anche sesso magari, ma rimanendo intimamente sempre se stesso e conservando la memoria delle vite precedenti. Nella versione italiana la voce che illustra i pensieri del cane è quella di Gerry Scotti che gli offre accenti di curiosità e di apertura verso il mondo (anche se ogni tanto sembra di ascoltare il commento alle gag di "Paperissima") favorendo l'immedesimazione con il suo punto di vista. 


Il rapporto tra Bailey ed Ethan (che non ha una vita facile) è forte così come nella realtà lo è quello tra un cane e un padrone che si vogliono bene. Bailey troverà (nel pelo e nell'aspetto di Ellie, Tino, Buddy) nuovi padroni con i quali vivrà vite e ruoli differenti colmandone, quando gli sarà concesso, le diverse forme di solitudine; non smettendo mai di annusare ciò che lo circonda ma anche di provare sensazioni che il suo pensiero ci esplicita. Anche di recente ricerche condotte con metodi scientifici hanno confermato che i cani hanno la capacità di comprendere un ampio numero di parole collegandole a un significato preciso. In questa fiaba il cane ci parla e quindi gode di un ampio vocabolario ma nell'esperienza quotidiana basta guardare negli occhi il proprio cane per leggerle anche nel silenzio.



tratto da Mymovies.it